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Anche quest'anno, nonostante i tanti problemi logistici e non (indipendenti dalla volontà della Partenope Rugby), gli Old Partenopini sono riusciti a festeggiare il Natale. Un Natale ovale, come si rispetti nel mondo del Rugby.

Se ci siamo riusciti dobbiamo ringraziare gli eterni amici/avversari dei Tasci Falisci e di tanti altri accomunati in franchigia. Capitanati dall'eterno Marco Severini, ci hanno raggiunto all'Albricci in un sabato particolarmente pungente per il freddo. Ma la voglia di divertirsi, di fare a sportellate e soprattutto di giocare il Rugby dei veterani, ha riscaldato tutti noi. 

Finiti gli abbracci, i benvenuti e i bentrovati si è messo mano all'ovale. Come da tradizione la partita ce la siamo giocata, correttezza massima, qualche discussione (e quando mai non ce ne sono... se no che giochiamo a fare) per salare la giornata e via. 

Gli Old della Partenope hanno avuto il piacere e il privilegio di vedere aggregati due nuovi arrivi, Pasquale Piscopo e Umberto Robustelli. E' stato un vero piacere condividere il campo con loro, Pasquale e Umberto possono ancora dire la loro nelle categorie e nei campionati, hanno raggiunto l'età per aggregarsi ma da veri Rugbisti sanno interpretare a dovere lo spirito che spinge i veterani a divertirsi. Grazie a entrambi e vi aspettiamo per i tornei che verranno.

Il III tempo, nonostante il locale angusto e purtroppo scomodo, è filato via a dovere, il cassero era governato dal "Luogotenente" Rocco Cossidente, coadiuvato a dovere dai vari marinai e mozzi. Grande soddisfazione, birre, vino e porchetta per tutti ci hanno accompagnato ai saluti finali.

 

 

Gli auguri di Buon Natale, di Serenità e di Buona Salute hanno chiuso la festa. Dobbiamo rinnovare i ringraziamenti agli amici ospiti, anche il Natale 2018 ha avuto la sua festa Ovale al campo Albricci.

Ancora Grazie e ad majora.

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Luigi Gioia

Lunedì, 19 Novembre 2018 10:42

Quelli di Edimburgo

Questo blog è indirizzato a tutti gli appassionati di Rugby, in particolare allo sparuto manipolo della Partenope Rugby Old che saranno presenti e già assaporano le emozioni della sfida Scozia vs Italia del 6 Nazioni 2019.

 

 

 

Cominciamo col conoscere il canto degli Scozzesi.

Flower of Scotland

L'inno della Scozia fu scritto nel 1960 e fu adottato dalla Nazionale nel 1989. Celebra la vittoria scozzese sull'Inghilterra del re Edoardo II nella battaglia di Bannockburn nel 1314.

O Flower of Scotland
When will we see
Your like again,
That fought and died for,
Your wee bit Hill and Glen
and stood against him,
Proud Edward's Army.
And sent him homeward,
Tae think again.
The Hills are bare now,
And autumn leaves
Lie thick and still,
O'er land that is lost now,
Which those so dearly held,
Taht stood against him,
Proud Edward's Army,
And sent him homeward,
Tae think again.
Those days are past now,
And in the past
They must remain,
But we can still rise now,
And be the nation again
That stood against him,
Proud Edward's Army,
And sent him homeward.
(O Fiore di Scozia,
Quando [mai] ti vedremo
Ancora,
[come te] che hai lottato e sei morto
Per la tua parte di collina e valle,
Si è schierato contro di lui,
L'esercito dell'orgoglioso Edoardo,
E lo ha rimandato a casa,
Tae pensa ancora.
Le colline sono spoglie,
Le foglie autunnali
sono spesse e pesanti,
sulla terra che ora è persa,
la quale ci era molto cara
Tae pensa ancora.
L'esercito dell'orgoglioso Edoardo,
E lo ha rimandato a casa,
Tae pensa ancora.
Quei giorni ora sono passati,
E nel passato devono restare.
Ma ora noi possiamo ancora rialzarci,
ed essere ancora la nazione
che si è schierata contro di lui
L'esercito dell'orgoglioso Edoardo,
E lo ha rimandato a casa,
Si è schierato contro di lui)

 

 

Sarà un tuffo nel mondo di Harry Potter... 

 

 

Uno sguardo al nostro Albergo: 

 
Come spostarsi a Edimburgo:
 
 
Itinerari per visitare la città:
 

Dall'Albergo allo stadio Murrayfield

 

Se siamo fortunati... potremmo assistere a questo spettacolo:

The Black Watch P&D parade Edinburgh's Royal Mile

 

Martedì, 06 Novembre 2018 12:34

Ma voi ve lo ricordate il Fango...

Ma voi ve lo ricordate il Fango...

Da qualche tempo, soprattutto in politica e questo già non è un buon inizio, sento parlare del "Fango", e dei suoi concetti a corredo, ad esempio "macchina del Fango", ecc.
Ecco mi sono ritrovato a pensare che si dovrebbe andare più cauti nel parlare del Fango. Naturalmente mi riferisco ai politici e magari a coloro che parlano (... attenzione non vi è alcun riferimento ad amici o conoscenti ...) pensando con il cervello degli altri. Coloro che (...di certo tutti ne abbiamo conosciuto uno/una...) non avendo avuto tempo per formarsi una propria concezione usano i concetti di altri, magari famosi o che sono diventati qualcuno, perchè fa tendenza e poi se lo dice uno importante... ecc. ecc..
Dicevo del Fango, io la parola la scrivo con la effe maiuscola, perchè noi (...stavolta parlo degli amici del Rugby...) il Fango lo conosciamo, perchè (...e aggiungo per fortuna...) qualche volta abbiamo fatto i conti con lui, ma "quando è accaduto è sempre stato un successo".

Oggi un eventuale soggetto che viene addidato con l'intento di arrecargli offesa, nell'accezione comune, viene infangato. Se si vuol far del male a qualcuno, intendo alla sua immagine, lo si infanga. Così come si infanga la memoria, e via proseguendo.
Ma voi ve lo ricordate il Fango? Quello a cui si pensava svegliandosi di mattina con un tempo da cani, sapendo poi di doverci fare i conti durante le partite in inverno. Cos'era un misto di preoccupazione e di eccitazione, il Fango è parente stretto del rugbysta. Di certo una delle immagini più eloquenti di un giocatore di Rugby è proprio quella infangata. 
Qui, a proposito di questo argomento, nel caso che questi liberi pensieri vengano letti dai non addetti ai lavori, posso passare anche per sbiellato, però oggi mi mette a disagio sentir parlare in questi termini del Fango.
Io, a quelli che si espriomono senza sapere, li porterei su un campo ben preparato, e senza pretendere di certo che si sappiano muovere come i rugbysti, gli farei fare conoscenza con il Fango. Capirebbero di cosa si tratta, e cioè terra e acqua. Chissà forse capirebbero o forse no, dipende dalle capacità che si ha ad emozionarsi, sentirsi parte di quel campo, chiedergli di essere suo amico durante gli ottanta minuti in cui sarai tutt'uno con esso.
Non è che si vuol trovare sempre la metafora della vita in questo gioco, ma a me viene così. La rabbia che trita il buon senso sta proprio nel fatto che a parlare sono sempre coloro che non sanno, e non sanno in genere. Vogliamo parlare di Fango con i Genovesi? Oppure con le genti che da poco se lo sono visto in una forma per niente poetica. Io penso che queste genti meritino più rispetto quando si parla del Fango. Per i lutti e le distruzioni che hanno subito. Perchè hanno conosciuto il Fango assassino, quello che la natura violentata ha usato come arma. Mentre qualche inetto continua ad usare questo termine per offendere.
Io ricordo i consigli dei maestri del nostro sport, il campo dell'Albricci era grigio topo, l'erba si era rifugiata sotto terra (...tra poco sarebbe iniziata...), noi splendidi con la divisa abbagliante, maglia bianca e azzurra, pantaloncini bianchi e calzerotti bianchi, magnifici bersagli,ci raccomandavano: "ragazzi appena fuori buttatevi nel Fango". Cosa volevano dirci? Oggi direi che forse si trattava di un rito pagano, un sacrificio al dio del Rugby, uno scotto da pagare per poter poi giocare e divertirsi. Come a dire: "siete troppo belli (puliti), non vi si può guardare, entrate e buttatevi nel Fango", naturalmente il tutto detto in Napoletano. Del resto dopo qualche fase di gioco, per quelli che non avevano seguito il buon consiglio, ed avevano conservato lo splendore intatto della divisa, l'unico pensiero che ci frullava era: "ma si venut a vede' a partita?".

Senza parlare delle preghiere rivolte al Fango, "dammi una mano, questo è grosso e sta arrivando come un treno, mi ci posso solo appendere e se va a terra scivoliamo nel Fango, aiutami a fermarlo e a non farci male". Ed era proprio così. Non so voi ma io me lo ricordo. Io mi ricordo anche il sapore del Fango. Per respirare meglio, quando si era in debito di ossigeno, si respirava a bocca aperta, e naturalmente il paradenti diventava di Fango. Dovevi tenertelo non c'era modo di lavarlo. Certe volte si era così inzuppati che non si distinguevano più le divise, sembrava quasi che ci fosse una sola squadra di trenta giocatori. E chissà che non era proprio così.
Solo un cenno per il parente stretto del Fango: il Freddo. Almeno in inverno, quando piove, quei due sono inseparabili. Mi viene da ridere quando vedo i calciatori con i guantini e le sciarpette. Ho visto foto di amici giocare sotto tormente di neve. Io stesso ricordo di partite giocate a temperature tali che il dolore per i colpi subiti alle mani ti faceva pensare che forse le avevi perse le mani. Eppure eravamo lì, a nessuno è mai venuto in mente di uscire, di lasciare i compagni. E non solo perchè si temeva di essere da meno nei confronti degli altri, io pensavo che non volevo essere da meno a me stesso. Insomma non volevo perdere neanche un secondo di quella lotta. E il Fango si faceva pesante, non cadeva neanche più da dosso, il freddo lo cementava. Per noi della mischia ad un certo punto si accendeva lo special, le scarpette sembravano ormai zampe di elefante e letteralmente zappavi. Nelle mischie perse ad un certo punto, calato li a spingere, vedevi i solchi delle tue scarpe passarti di sotto mentre ti trasportavano all'indietro. Poi però si reagiva e si recuperava. E tutto questo sempre nel Fango.

Ora comodamente a casa scrivo al computer, ma in quei momenti c'era poco da "poetare", si cercavano ormai brandelli di energia, ho visto facce che voi umani... E comunque si rimaneva in campo. Alla fine fregandosene del risultato si ringraziava che fosse finita, non si era usciti, avevamo vinto comunque. Le strette di mano tra noi e quelle agli avversari, come noi irriconoscibili, anche a quel bastardo che me passato sopra apposta, tanto prima o poi...
Il rito della doccia. Per far andare via tutto il Fango ci volevano doccie bibliche, ma non si poteva. Ci trovavamo il Fango nei posti più impensati, manco avessimo giocato nudi. Il sapone a volte non riusciva neanche a fare schiuma, manco l'acqua fosse solforosa. Quello però era il giusto miraggio, ciò a cui si tendeva nel finale.
Quindi stanchi e qualche volta pure acciaccati si finiva per tornare a casa, e per quanto mi riguarda se non ero troppo stanco, o come dicevo acciaccato, davo sfogo alla fame. Mia madre mi faceva trovare piatti di pasta enormi, chi stava di fronte a me mi vedeva scomparire dietro gli spaghetti. Quello era il nostro doping e il premio finale.Ora dopo tutte questi pensieri in libera uscita, e dopo tutti questi ricordi dovrei trovare una chiusura degna del Fango. Non sono molto capace, scrivo perchè mi si affollano i ricordi e non voglio che vadano persi, nel senso che poi li dimentico definitivamente. Il tutto è nato perchè i soliti inetti usano parole al vento, non sapendo parlare se non con i pensieri di altri, il che andrebbe anche bene, ma a venir meno di questi tempi sono proprio gli altri. Vorrei concludere semplicemente ricordando che il Fango, come ho già accennato, è solo Acqua e Terra mischiata. I saggi ci hanno detto che l'acqua è vita e la terra ci ospita (...fino a quando non si stancherà...), e sfido chiunque, in grado di intendere e volere, a offendere con questi elementi.

ai miei compagni di sempre

Luigi Gioia

 

Martedì, 06 Novembre 2018 12:33

Rugby e Arte

Quando il rugby è fatto …. ad arte!

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Martedì, 06 Novembre 2018 12:32

Per quelli di Cardiff

Piccolo promemoria per la brigata in partenza per Cardiff

Un po' di storia.
Cardiff è una delle città più importanti del Regno Unito, situata sulla baia di Bristol alla foce del fiume Taff, nel Sud Est del Galles, di cui è la Capitale. Viene spesso soprannominata la "terra dei castelli", per la presenza sul suo territorio di numerosi fortezze di epoca medioevale, costruite nell'undicesimo secolo dagli invasori normanni. La città si è però sviluppata soprattutto nel diciannovesimo secolo con la rivoluzione industriale, grazie all'attività mineraria, perché ricca di giacimenti di carbone, e al suo porto fortemente trafficato, che l'ha resa una delle più moderne d'oltremanica. È caratterizzata da un clima sempre abbastanza mite, mai eccessivamente caldo d'estate, ma rigido durante l'inverno, per cui il periodo dell'anno migliore per una vacanza in questo territorio è nei mesi primaverili.

Passeggiare e shopping.
Visitare Cardiff significa anche camminare per le sue strade ricche di storia e, oggi, di negozi che la rendono particolarmente interessante per gli amanti dello shopping. In particolare, vi consigliamo di percorrere High Street /St Mary Street, che parte dall'ingresso del Castello, attraversa la città tra le facciate colorate di case vittoriane e arriva nel centro. Da non perdere è anche Arcade, una sorta di grande centro commerciale, che vanta sei gallerie ricche di negozi, bar e ristorantini. È molto comoda soprattutto nei mesi invernali, quando è possibile trovare riparo da pioggia e neve. Da segnalare anche la Cathedral Road, una delle strade vittoriane più belle del mondo.

Questo sicuro non ce lo perdiamo.
Un altro dei fiori all'occhiello della città gallese è il Millennium Stadium, tempio mondiale del rugby. Si tratta di una immensa costruzione, dove in genere si svolgono anche concerti (qui si sono già svolti quelli degli Stones, U2, Paul McCartney, Springsteen e Madonna, solo per citarne alcuni), spettacoli e altri eventi sportivi come la finale di Champions League. Costruito nel 1999, può contenere fino a poco meno di 75mila spettatori. La sua caratteristica è la copertura in acciaio che riesce a chiudere interamente il campo da gioco, misto sintetico e erba naturale, dall'alto. È possibile anche fare dei mini-tour all'interno della struttura: per informazioni su orari e prezzi, che vanno dalle 12,50 sterline alle 9 per i ridotti, e prenotazioni consultate il sito ufficiale del Millennium Stadium. Di fronte lo stadio, la domenica è in programma il famoso mercatino di Cardiff, con prodotti artigianali o naturali, marmellate, forme di pane, cioccolata dai sapori piú insoliti.

Cosa fare a Cardiff: divertimento e vita notturna.

Cardiff è una città che ben coniuga relax, cultura e divertimento, anche e soprattutto per i più giovani, dato che qui si concentrano alcuni dei più famosi college e università del Paese, come la Cardiff University, Cardiff Metropolitan Università, l'Università del Galles, St John's College, St Michael's College di Llandaff e il Royal Welsh College of Music and Drama. Per trascorrere una serata sorseggiando birra o facendo una romantica cena a lume di candela davanti a un panorama mozzafiato sulla città, vi consigliamo di recarvi al Mermaid Quay, a soli 5 minuti dal centro cittadino. Qui troverete panchine su cui prendere il sole, bar, pub e anche un'area riservata ai bambini. Altra visita da non dimenticare se andate a Cardiff è quella alla Doctor Who Experience, in cui potrete fare un vero e proprio viaggio nel tempo, osservando da vicino Dalek, Cybermen e tutti i personaggi preferiti della famosa e omonima serie televisiva. Ne ammirerete il set, i costumi di scena e gli arredi.

Dove mangiare e bere a Cardiff.
La tradizione culinaria gallese è molto simile a quella inglese. Spazio a carne, soprattutto d'agnello, panini e birre, ma attenzione anche al pesce, che qui è sempre fresco, servito spesso insieme al porro vegetale, che è stato riconosciuto come verdura nazionale. Molto conosciuti sono anche i "rarebit del Galles", crostini di formaggio preparati solitamente con pan carrè e Cheddar, e il "Tatws Pum Munud", uno stufato a base di pancetta affumicata, brodo, patate ed altre verdure. La maggior parte dei locali dove assaggiare queste eccellenze locali si trovano nella zona della Baia e in quella del Millennium Stadium.

 

Come spostarsi.
Metro
A Cardiff è presente una linea metropolitana suburbana gestita dalla società Arriva Trains Wales, meglio nota come Valley Lines.
Esistono otto linee che collegano Central a Queen Street con venti piccole stazioni nella città, ventisei nell’area metropolitana e circa sessanta al Sud del Galles.
Con mezzi pubblici
La città ha a disposizione un gran numero di autobus che coprono tutto il territorio urbano attraverso una fitta rete di linee. Il biglietto costa circa £ 1,70. Da qui partono anche i tour per turisti, il cui biglietto si aggira intorno a un costo di 8,00 £.
Con tour guidati
Oltre a molte compagnie private che organizzano tour in città, a Cardiff è possibile comprare un biglietto per una mini crociera nel canale che vi permetterà di visitare Cardiff via acqua.

L'Hotel:

Shopping!?

 
Castle Quarter Arcade
 
Oppure:
Royal Arcade
 
Oppure:
Pierhead Building
 
Alla prossima per eventuali aggiornamenti.

Poderosa Old Rugby Brescia vs Partenope rugby Old Ottobre 2018

 

 

Gli amici della Partenope e quelli della Poderosa comprenderanno se ho voluto dedicare la copertina dell'articolo ai nostri grandi amici Irlandesi: James Jones e Gerry Boyd. Abbiamo avuto l'onore e il piacere di condividere con loro la nostra maglia, e questo evento rimarrà per sempre nei nostri ricordi.

Dunque è toccato ai veterani della Poderosa Old Rugby Brescia chiudere un mese di Ottobre faticoso e ricco di soddisfazioni. Abbiamo iniziato il 22 Settembre (praticamente un prologo) con i Burros di Santiago del Cile, passando per i gauchos del PARC Argentini,  continuando con il Torneo A. Altigieri di Oriolo, finendo quindi con gli amici della Poderosa. Ritmo decisamente proibitivo, ma non ci siamo tirati indietro. Gli impegni vanno onorati, soprattutto quelli improvvisi che non possono essere rimandati.

Da Brescia sono scesi in tanti, gruppo folto di giocatori e accompagnatori e signore al seguito. La squadra si è dimostrata organizzata, over size in tutti i reparti, preparati tecnicamente e con notevole tenuta atletica. Nonostante la Partenope Old fosse schierata col minimo sindacale (giocatori contati) siamo sicuri che il divertimento ovale è stato garantito. I rinforzi Irlandesi, e la fedele presenza dell'inossidabile Maurizio Rodighiero, hanno permesso a noi tutti di giocare al meglio. Alcuni piccoli problemi, di poco conto, hanno costellato l'incontro, ma la voglia di giocare e di prevalere è stata più forte. Alla fine grandi abbracci, strette di mano e sinceri complimenti sono stati il giusto finale di un test match bello e tirato.

Il nostro III tempo, siamo sicuri, è stato apprezzato, il clima ci ha risparmiato la pioggia anche se poteva andare meglio. Lo scambio di doni ha infine suggellato la giornata ovale. Tante le promesse di ricambiare la visita quanto prima, queste belle opportunità di nuove amicizie ovali vanno caldeggiate e tenute sempre presenti. Si spera di incontrarsi sui campi, qualunque essi siano, per rinnovare come sanno fare solo i rugbisti stima e amicizia tutte ovali.

 

Luigi Gioia

 

Un breve resoconto del torneo.

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L'intenso mese di Ottobre della Partenope Rugby Old si conclude sabato 27 p. v.

L'Albricci ospiterà gli amici della Poderosa Brescia. Sarà, come sempre, un piacere giocare con questi nuovi amici. Faremo il possibile per rendere indimenticabile la giornata.

Luigi Gioia

 

Torneo Rugby Old "Anacleto Altigieri" Oriolo Ottobre 2018

 

 

 

 

Neanche il tempo di rimettere a posto le ossa, legamenti ecc. ... La Partenope Rugby Old, il sabato successivo al test match con gli amici del PARC, ha partecipato, il 13 Ottobre u.s., in quel di Oriolo all'ormai classico Torneo a ricordo di Anacleto Altigieri. Alla stragrande maggioranza delle persone non dirà granchè il suo nome, ma chi mastica il rugby, in special modo i veterani, sanno bene chi sia stato. Uno dei più grandi giocatori, conosciuto e apprezzato in Italia e all'estero. Uno che ricopriva il ruolo di pilone ricordando però che: "io non sono un pilone sono un muratore". Frase che è risuonata nel III tempo, la forza, la determinazione, la classe di Altigieri si sono esaltate con la sua umiltà. 

Suggestiva la località, bellissimo l'impianto e un magnifico clima hanno fatto da cornice al Torneo. Quest'anno, oltre alla società organizzatrice, la Rugby Oriolo Tasci Falisci, hanno aderito nientemeno che il Petrarca Rugby da Padova, il Rovigo Rugby e noi della Partenope Rugby. E' stata l'ennesima occasione in cui abbiamo rivisto i tanti amici con maglie diverse dalla nostra, con cui ci siamo misurati tante volte. Divertimento ovale, fatica, e voglia di giocarsela sul campo finchè sia possibile. Tante belle partite, tutte tirate, occasione per cementare nuove e vecchie amicizie.

Un gran III tempo ha poi suggellato la giornata. Torneo riuscitissimo, la premiazione delle società partecipanti ci ha poi dato l'opportunità di applaudire l'intera famiglia di Anacleto, attaccatissimi al suo ricordo (e non potrebbe essere diversamente), e ancora tanti applausi ai gran veterani e compagni di Anacleto, grandi figure del Rugby passato ma sempre presenti quando vi è bisogno.

 

Un ringraziamento particolare va ai due guaglioni scesi da Trento, e alle loro signore, Alessandro Bisesti e Paolo Stech.

Li abbiamo conosciuti e apprezzati in quel di Taranto per il Torneo dei Due Mari 2018.

Hanno indossato i nostri colori dando tutto in campo e fornendoci un valido sostegno. Grazie ragazzi, è un piacere giocare con voi.

 

 

 

I nostri ospiti dell'Oriolo Rugby Tasci Falisci in franchigia con gli amici del Petrarca Padova.

 

I "Veci" del Rovigo Rugby con al centro capitan Visentin.

 

La Partenope Rugby Old rinforzata dagli amici di Roma e Trento, insieme all'inossidabile Prof. Franco Ascantini in biancazzurro scudettato.

 

 

Luigi Gioia

Un breve resoconto del torneo.

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Martedì, 16 Ottobre 2018 09:13

PARC vs Partenope Rugby Old Ottobre 2018

 

Test Match: Provincias Argentinas Rugby Classic vs Partenope Rugby Old Ottobre 2018

 

 

 

 

Un giovedì da leoni... anzi si dovrebbe dire: un giovedì da Pumas...

Nonostante i tempi ristretti siamo riusciti nell'impresa. Organizzare un test match ospitando i veterani del "Provincias Argentinas Rugby Classic", assicurare il divertimento ovale sul campo e il meritato III tempo e mantenere alto il livello qualitativo, era necessario considerando la classe e il passato che accompagna il PARC. Magnifica gente, rugbisti veri, combattenti, ma soprattutto giocatori corretti, durissimi da fermare. Grandi schemi di gioco, belle mani... come direbbero i commentatori televisivi. La Partenope Rugby Old non ha sfigurato, abbiamo mantenuto il campo, li abbiamo impegnati e certamente i nostri ospiti si sono divertiti come solo i rugbisti sanno fare. Di passaggio a Napoli, non si sono fatti sfuggire l'occasione di visitare la città e farsi una "sgambata" all'Albricci. 

Un grazie particolare  a Marcos Reyna, formato "core ngrato" per aver giocato col PARC. Scherzi a parte il nostro grande Gaucho ha fatto da tramite con il gruppo Argentino, facilitando di molto tutto ciò che doveva essere chiarito in campo e fuori.

Facciamo conoscenza ravvicinata con alcuni di loro, gli amici più rappresentativi della folta comitiva Argentina, alcuni hanno vestito la maglia dei Pumas in diverse edizioni dei Mondiali, e ancora hanno giocato nei maggiori campionati europei. Basta questo per far si che la serata rimanga sempre nei nostri ricordi.

 Il capitano Juan Costa, al centro con la maglia della Partenope.

Fabio Gomez, insieme al Gran Capitan Francesco Esposito.

Infine Ivan Merlo, insieme a chi vi scrive e Francesco Esposito.

Rischio di ripetermi, di abusare dei complimenti e apparire troppo mieloso nei confronti degli amici del PARC. La verità è che siamo orgogliosi di aver ospitato un gruppo di veterani del Rugby cosi prestigioso, di aver contribuito a farli divertire, di averli incrociati sul campo, a casa nostra, all'Albricci.

Rimane il nuovo sogno, poter restituire la visita, cogliere l'invito formulato dal PARC e andare a giocare a casa loro. In vero sporadicamente, a casa Partenope Rugby Old, quelli che sembravano sogni irrealizzabili diventano improvvisamente realtà. Quindi: mai dire mai.

Grazie PARC, asta luego amigos e rugby en vivo.

Luigi Gioia

Un breve resoconto del torneo.

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 AD MAJORA ARGENTINA

 

Una selezione di Veterani Argentini ospiti della Partenope Rugby Old. Giovedì 11 Ottobre 2018.

 

 

 

 

E' un periodo d'oro per la Partenope Rugby Old, è con piacere ed emozione che i Veterani della Partenope si apprestano ad ospitare una delegazione di Veterani Argentini di passaggio a Napoli. Il gruppo è composto da rugbisti della "Provincias Argentinas Rugby Classic", tra di loro alcuni che vantano l'aver indossato la gloriosa maglia dei "Pumas", quindi siamo ancora più lieti e orgogliosi di offrire, e condividere, qualche ora di Rugby a casa nostra, lo Stadio Albricci. A pochi giorni di distanza dalla magnifica giornata condivisa con gli amici Burros di Santiago del Cile, il nostro campo si appresta a vivere l'ennesima occasione, che difficilmente dimenticheremo.

 

  

Gli amici Argentini sono accompagnati da Corrado Mattoccia, deus ex machina del Museo del Rugby di Artena. Instancabile organizzatore e seminatore del Rugby Azzurro in Italia e all'estero. A lui un ringraziamento speciale per aver contribuito alla riuscita di questo evento.

Sarà per noi della Partenope Rugby Old una nuova sfida, in campo ma soprattutto fuori, la nostra ospitalità sarà di sicuro all'altezza dei nostri ospiti.

Il programma, pur se ristretto, prevede per la giornata di Giovedì 11 Ottobre 2018, una partita con regole dell'Old Rugby con inizio alle ore 18 e 45, nonchè quello che speriamo sia un bellissimo III tempo a ricordo di un evento davvero speciale.

 

 

  

 

 

Luigi Gioia

 

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